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La chiavetta USB rappresenta per antonomasia il successore del caro vecchio dischetto da 3,5 pollici. Si tratta di uno strumento utilissimo e largamente diffuso che ha come principali punto di forza la portabilità, la semplicità d’uso e la notevole capacità di archiviazione.

In effetti quando andiamo ad acquistare una chiavetta usb ci preoccupiamo di verificare le dimensioni della memoria, magari anche l’estetica (ma nessuno lo ammetterà mai) ed il prezzo.

Ma esistono altre caratteristiche da verificare prima di acquistare una chiavetta usb?

In primo luogo dovremmo verificare il protocollo di comunicazione utilizzato. Il più recente è l’USB 3.0 che garantisce un tranfer rate nettamente maggiore rispetto al predecessore 2.0. Il principale vantaggio è legato alla velocità di scrittura e lettura dei dati. Nella pratica i tempi si riducono di quattro volte rispetto a quanto possibile con una penna USB 2.0. Quindi se ci volevano 2 minuti per trasferire i dati utilizzando la nostra (vecchia) chiave usb 2.0, con una nuova chiave usb 3.0 possiamo trasferire gli stessi dati in circa 30 secondi.

Di solito è sempre riportato sulla confezione il tipo di protocollo supportato dalla chiavetta e anche se il nostro computer non ha porte usb 3.0, la penna funzionerà lo stesso visto che viene pienamente mantenuta la compatibilità con i protocolli precedenti (1.1 e 2.0). Teniamo conto che quasi tutti i nuovi computer montano porte usb 3.0 e quindi la nostra nuova chiavetta ci garantirà sempre maggiori prestazioni mano a mano che i nuovi computer sostituiscono quelli in uso. Va anche detto che i costi delle penne usb 3.0 non sono molto superiori alle chiavette usb 2.0 (pochi euro a parità di memoria) e quindi si tratta di una scelta vantaggiosa.

Altro aspetto da considerare è la marca del prodotto. Scegliamo un prodotto di marca perché i componenti interni sono importanti e un malfunzionamento è sempre possibile. Inoltre la qualità dei componenti può influenzare la velocità della memoria ed il numero dei cicli di scrittura (oltre 100.000 cicli teorici). Le marche migliori sono: Sandisk, Kingstion, Verbatin, Transcend e Corsair.

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Ricordate Jurassik Park, il film diretto da Steven Spielberg e basato sul romanzo di Michael Crichton dove gli scienziati della Ingen, la società del miliardario Jhon Hammond, prelevano del sangue di dinosauro da un’antica zanzara intrappolata nell’ambra e ne estraggono il DNA per riportare in vita i “lucertoloni” della preistoria? Bene, tenetevi forte perché quello che sto per dirvi potrebbe stramazzarvi al suolo: secondo uno studio pubblicato da alcune autorevoli riviste scientifiche russe la scienza moderna sarebbe in grado di “resuscitare” i dinosauri. Si, avete capito bene, i dinosauri, quei bestioni scomparsi circa 65 milioni di anni fa che al solo pensiero di sfiorarli o sentirli ti danno i brividi. In realtà, non si tratterebbe di una vera e propria resurrezione ma di ricreare le specie estinte attraverso due procedimenti distinti.
Il primo metodo consiste nell’incrociare le specie domestiche primitive che provengono da un determinato antenato. Con questa tecnica, all’inizio degli anni 70, alcuni biologi tedeschi riuscirono a “riportare in vita” l’antenato del cavallo moderno (Equus caballus), il Tarpan (Equus ferus ferus), un equino selvatico di origine euroasiatica, estintosi definitivamente in Ucraina a cavallo degli anni 1918 e 1919. Gli scienziati stavano “manipolando” i geni contenuti nelle cellule riproduttive di due specie, il Konic e il Sorraia, che presentavano delle affinità con l’animale scomparso e come risultato di questo lavoro hanno dato vita a una creatura il cui aspetto era esattamente lo stesso dell’antenato estinto. Oggi, branchi numerosi di questo animale sono presenti in Polonia e Germania.
Questo approccio, tuttavia, non può essere attuato per riportare in vita i dinosauri visto che non esistono specie domestiche di questi rettili. E’ inutile dire che neanche dall’incrocio dei discendenti di questo gruppo, alcune categorie di uccelli (es. i rapaci), i coccodrilli e i varani potrebbe mai uscire nulla del genere! Esiste però una scappatoia: quella di creare degli embrioni ibridi. Se il DNA di un animale estinto viene conservato, è possibile impiantare una molecola, nel nucleo della cellula elementare della specie più vicina. Per i volatili e i rettili si tratta di un’operazione molto semplice da attuare poiché l’intero processo di sviluppo si svolge all’interno di un uovo. Per i mammiferi, l’unica difficoltà è quella di reperire una “madre surrogata”, cioè una femmina della specie più vicina a quella da riprodurre nella quale trapiantare l’embrione. Tanto per fare un esempio, se volessimo “resuscitare” un mammut, l’elefante asiatico femmina giocherebbe il ruolo di madre surrogata. Gli scienziati prevedono di utilizzare questa tecnologia per riportare in vita proprio questo animale, ma anche: il rinoceronte lanoso, il cervo dalle grandi corna, il lupo pouched (sterminato nel 20° secolo); il DNA di questi animali risulta conservato molto bene e di conseguenza si tratta di un’impresa che non presenta grossi problemi.
Un discorso un po’ diverso per i “colossi” come il Tyrannosaurus Rex, visto che i laboratori di ricerca non dispongono dei campioni di DNA di questi rettili. Sono infatti passati più di 60 milioni di anni dalla loro estinzione e tutti i materiali organici presenti nelle ossa sono stati sostituiti da sostanze non organiche; quelli che a prima vista sembrano i resti di un dinosauro sono in realtà delle pietre (fossili) e di conseguenza il DNA non può essere estratto e conservato. Bisognerebbe avere un po di fortuna e rinvenire un dinosauro congelato, ma ciò è molto improbabile visto che non si è a conoscenza di alcuna glaciazione avvenuta in corrispondenza dell’Età dei rettili, come invece è accaduto per i mammut. Gli scienziati però hanno trovato un escamotage e ritengono che questi lucertoloni possano essere creati di nuovo. Come? Attraverso i geni omeotici (o omeogeni), cioè quelle unità ereditarie fondamentali che controllano la formazione delle prime fasi di sviluppo dell’embrione e in grado di conservare “informazioni” molto datate che vengono attivate o disattivate da particolari proteine. Questa scoperta è scaturita dallo studio di un semplice insetto lungo appena 3 mm: la drosofila.
Si tratta di un minuscolo moscerino della frutta adottato già come modello per lo studio della genetica animale nel 1909 da Thomas H. Morgan, il cui laboratorio alla Columbia University divenne noto come “la stanza dei moscerini”. Osservando alcuni suoi mutanti, che presentavano delle bizzarre alterazioni del normale modello di sviluppo (esempio zampe al posto delle antenne, due paia di ali anziché uno), gli studiosi individuarono circa una trentina di omeogeni responsabili dell’organizzazione spaziale del corpo dell’insetto; questi regolano la “regionalizzazione” dell’embrione, determinano cioè la posizione di ciascun organo e apparato nei relativi segmenti del corpo, stabilendo gli assi antero-posteriore, dorso-ventrale e destra-sinistra. Per farla breve, i geni omeotici “dicono” cosa produrre e quando durante lo sviluppo. Circa 30 anni fa, si è scoperto che oltre una dozzina di omeogeni individuati sui cromosomi della drosofila contenevano una sequenza di DNA comune chiamata omeobox. Questa “catena” è stata successivamente individuata nel genoma di molti altri animali, dal verme fino all’uomo. I geni che contengono l’omeobox, come parte integrante della loro struttura, svolgono un ruolo fondamentale nell’ordinamento della disposizione spaziale delle parti dell’embrione e coordinano l’espressione di moltissimi altri geni coinvolti nel processo di sviluppo.
Per comprendere quando e dove intervenire nel corso della crescita embrionale, basta pensare al feto umano: nella fase iniziale appare come un pesce, poi si trasforma in anfibio e infine ottiene le caratteristiche tipiche dei mammiferi. Gli uccelli invece, presentano gli omeogeni dei dinosauri, tanto che durante lo sviluppo dell’embrione, anche se per un periodo molto breve, si notano delle somiglianze con i giganti della preistoria. Poi, però, entrano in gioco speciali proteine che disattivano le caratteristiche primitive attivando i geni omeotici specifici dei volatili. La domanda che sorge spontanea a questo punto è se sia possibile prevenire la disattivazione di questi geni. A tal proposito, un gruppo di scienziati della McGill University, diretti da Hans Larsson, mentre osservavano lo sviluppo del feto di una gallina, si sono accorti che nella fase iniziale questo presentava la stessa coda di un rettile. Poi, però, andando avanti nella crescita, l’attività dei geni responsabili della formazione dell’estremità dell’animale si arrestava e la coda spariva per sempre. Da qui l’idea di Larsson di cercare di bloccare l’attività delle proteine che disattivavano i geni della coda. Il team di scienziati è riuscito nell’impresa ma il “Gallus Caudam” (Gallinaceo con la coda) è morto prima che l’appendice si formasse completamente.
Nel 2005, i biologi evolutivi Jhon Fallon e Mattew Harris presso l’Università del Wisconsin, stavano eseguendo degli esperimenti su embrioni di pollo mutante, quando hanno notato delle strane protuberanze emergenti dalle fauci del feto della gallina. Queste sporgenze altro non erano che dei denti a forma di sciabola, identici a quelli posseduti dagli alligatori durante lo stato embrionale e dai piccoli di alcune specie di dinosauri del Giurassico. E’ poi emerso che i mutanti hanno un gene recessivo che uccide in genere l’embrione prima della nascita. Tuttavia, si è capito che il gene attiva degli “antichi” omeogeni che conservano la caratteristica “dente” del dinosauro. Per questo motivo, Fallon e Harris hanno creato un virus che si comportava in maniera simile al gene letale recessivo presente nei polli mutanti, ma senza essere mortale. Quando gli scienziati hanno impiantato il virus in embrioni normali, sono cresciuti i denti senza effetti collaterali dannosi. Questa volta però la gravidanza non è stata portata a termine per una vecchia legge degli Stati Uniti d’America, che prevede la distruzione degli embrioni ibridi due settimane dopo il completamento degli esperimenti. Grandi progressi sono stati fatti da allora dalla scienza.
Il Dr Arkhat Abzhanov dell’Università di Harvard è riuscito a stabilire quali geni omeotici sono responsabili della formazione del tipico muso da dinosauro piuttosto che il becco e ha scoperto le proteine per disattivare i geni. Dopo aver aggiunto altre proteine nelle cellule dell’embrione per bloccare i “disattivatori”, Abzhanov è riuscito a crescere una gallina con il muso simile a quello di un coccodrillo. L’embrione ha proseguito a sviluppare e avrebbe dato sicuramente vita ha un “pollodrillo”, se lo scienziato non fosse intervenuto per ucciderlo dopo 14 giorni, nel rispetto delle normative americane. Da tutti questi esperimenti si è capito che è possibile creare i dinosauri dagli uccelli. Sicuramente non saranno le creature che ha abitato in passato il nostro pianeta, visto che il genoma dei nuovi esseri includerà DNA aviario che i dinosauri della preistoria non avevano. Le creature rappresenteranno delle nuove specie create dall’uomo, anche se lo sviluppo fisico e comportamentale sarà quello tipico dei loro progenitori.

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La Speranzosa ha mantenuto le promesse. Il verdetto del primo gran premio stagionale promuove la Ferrari, anche se davanti a tutti è arrivato Kimi Raikkonen con la Lotus che era indicata nei pronostici come grande outsider e non come favorita. “E’ stata una delle vittorie più facili della mia carriera”, ha addirittura spiegato l’ex ferrarista solitamente molto cauto nelle dichiarazioni (e nelle chiacchierate via radio con i box). La sua arma in più è stata la dolcezza con cui ha trattato le gomme Pirelli, riuscendo ad effettuare un cambio in meno della concorrenza (3 set per lui; 4 per gli avversari). I secondi risparmiati con quel pit stop in meno gli hanno permesso di restare davanti a tutti con una dimostrazione di forza straordinaria quando all’ultimo passaggio ha fatto segnare il giro più veloce della corsa. Molto bene Kimi, ma bene anche la Ferrari che ha piazzato Alonso al secondo posto e Massa al quarto. Due piazzamenti che valgono la leadership tra i Costruttori (ultima volta dopo la Malesia 2010).

ALONSO OK COSÌ — La gara di Alonso è stata perfetta, soste ai box compresi, quella di Massa pure, anche se il secondo pit ritardato lo ha tagliato fuori dai giochi per il podio. Dopo aver preso un secondo in qualifica la Ferrari è stata sempre competitiva in gara. Straordinaria al via, con Massa che ha pure mostrato i muscoli ad Alonso nelle prime curve, solida e veloce nello sviluppo della corsa con le scelte strategiche azzeccate (almeno per Fernando). Il segnale che ci voleva per partire con tanta fiducia. Forse se un piccolo errore c’è stato è di aver fatto la gara su Vettel e non su Raikkonen. Ma è un peccato veniale in una giornata comunque positiva che ha promosso la Ferrari al pari della Lotus, rimandato almeno stando alle attese la Red Bull (dopo la pole ci si aspettava una Vettel in fuga come in passato), bocciato la McLaren e lasciato in sospeso il giudizio sulla Mercedes che tanto prometteva (Hamilton ha compromesso tutto con l’inutile “staccatona” su Alonso). L’interrogativo che resta appeso al GP d’Australia è piuttosto un altro: questo Mondiale di Formula 1 rischia di trasformarsi in una Formula Pirelli? La gestione delle gomme diventerà il fattore decisivo per vincere le gare e il campionato? Detto che la Pirelli non ha prodotto gomme più tenere per un suo vezzo, ma per assecondare i desideri di Ecclestone che voleva gare più combattuto, bisogna ammettere che a Melbourne lo spettacolo c’è stato (7 piloti si sono alternati in testa) ma alla fine ha vinto chi è stato il più bravo a gestirle riuscendo addirittura a ottenere il record sul giro negli ultimi chilometri. Il rischio che alla fine la gestione delle Pirelli diventi la variabile decisiva per il campionato c’è, anche se le gomme sono uguali per tutti. Vedremo. Già in Malesia domenica avremo delle risposte nuove e più importanti (anche da una qualifica regolare e non suddivisa su due giorni!) visto che si correrà su una pista vera e non su un circuito mezzo cittadino.

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La sveglia a sorpresa la dà Kimi Raikkonen, che vince il primo Gran premio della stagione davanti ai favoritissimi Alonso e Vettel. E’ un grande risultato per una piccola squadra, un grande passo per uno come Kimi il Freddo che si era fermato, aveva lasciato la Formula 1 per vivere liberamente e beatamente fuori dalla gabbia delle prestazioni: meglio dentro una stagione di happy our, possibilmente in relax e senza nessuna fretta, altroché secondi. Ma l’addio alla Ferrari e il ritiro dalla Formula 1 diluito con la parentesi del rally, era solo un pit stop anticipato della carriera di un pilota che aveva e ha ancora molto da dare. Addirittura più di Michael Schumacher, che pure è tornato al volante più vecchio e meno competitivo di Raikkonen.

Spesso ritornano, a volte vincono. Kimi Raikkonen è considerato un uomo di ghiaccio. Non tanto perché si fa i fatti suoi, non è un romanticone e neppure salta in aria se nel motorhome scoppia la macchina del caffé. «Kimi, lei sembra vivere in un mondo tutto suo». A questa domanda in una conferenza stampa a Campiglio, rispose: «No no, non è così. Non sembra che viva in un mondo tutto mio. Ci vivo proprio e vi assicuro che io nel mio mondo sto benissimo»

Essenziale, schietto, forse un po’ robot, ma almeno deciso e diretto. Raikkonen è quello che vedi: anti personaggio con scioltezza, nessun red carpet nei sogni, e il risultato è il fine che giustifica il mezzo, cioè la macchina. Lui è al centro di tutto questo. Melbourne ha detto che la Lotus ha lavorato nella direzione giusta e ha vinto bene una gara. Diverso sarà puntare con autentiche chance al titolo, perché da qui alla fine la strada è lunga e serviranno sviluppi e investimenti che altre squadra potranno sostenere più facilmente. Merbourne ha anche detto che la Ferrari parte decisamente meglio dell’anno scorso, che pure è rimasta in lotta per il mondiale fino alla fine.

La macchina è consistente, veloce e affidabile, con una aerodinamica finalmente corrispondente con gli assetti, frutto del nuoto metodo di ricerca che si basa sulla galleria del vento. Il secondo posto di Alonso davanti a Vettel e il quarto posto di Massa è la migliore risposta che Maranello potesse aspettarsi. Le Red Bull hanno un po’ deluso gli austriaci e i tedeschi, che tifano per loro. Vettel resta il campione da battere, ma la macchina ha confermato i limiti emersi nei test: strapazza le gomme. Un bel problema, visto il fattore pneumatico incide sul risultato più di tutto il resto del pacchetto motore-aerodinamica-pilota.

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Il vulcanismo in Italia deve la sua origine ad un ampio processo geologico che ha interessato tutta l’area mediterranea, legato alla convergenza tra la placca tettonica eurasiatica e quella africana.

Il processo, iniziato 10 milioni di anni fa, contemporaneamente alla costruzione dei rilievi montuosi della catena appenninica, è dovuto allo scorrimento della placca africana sotto quella euroasiatica e alla conseguente formazione di aree caratterizzate da vulcanismo. È infatti in queste aree che, all’interno della terra, si realizzano le condizioni per la formazione dei magmi e per il loro trasporto verso la superficie.

Sebbene meno frequenti e devastanti dei terremoti, le eruzioni vulcaniche rappresentano un forte rischio per le zone densamente popolate del territorio italiano.

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La perturbazione atlantica produrrà oggi 18 Marzo i suoi maggiori effetti sulla nostra Penisola, con temporali, nubifragi, nevicate e forti venti di Scirocco. Fortemente a rischio la Liguria, la Toscana settentrionale, l’Emilia, il Veneto e il Friuli dove le forti piogge andrnano a sommarsi a quelle cadute nelle scorse settimane, le quale hanno portato al limite della loro capacità i torrenti e i terreni, nonchè i versanti delle montagne. Dunque è allerta per rischio idrogeologico per le regioni sovracitate (allerta della Protezione Civile).
La neve scende abbondantemente sino a bassissime quote tra Piemonte, Lombardia e Liguria. Imbiancata Torino, fiocchi sino a Milano e alle porte di Genova.
Allerta Meteo per venti forti anche al Centro-Sud, dove lo scirocco risulterà impetuoso per gran parte della giornata odierna con raffiche comprese tra i 70 e i 100 km/h. Le zone direttamente interessate risultano Campania, Puglia e Sicilia tirrenica.

Potrebbe Interessarti : Per effettuare il “nowcasting”, ovvero seguire gli avvenimenti in tempo reale, potrebbero essere utili strumenti come le MAPPE SINOTTICHE, i SATELLITI e i RADAR. Puoi anche consultare le mappe delle FULMINAZIONI, in caso di temporali. Inoltre sono disponibili le previsioni meteo e le WEBCAM della tua località/zona cercandola nell’apposito riquadro in HomePage.

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Nuova allerta meteo del Dipartimento della Protezione Civile: la perturbazione di origine atlantica che sta interessando il nostro paese porterà ancora piogge, temporali e venti forti su buona parte dell’Italia anche nelle prossime ore. Sulla base delle previsioni disponibili, gli esperti prevedono a partire dal pomeriggio di oggi venti forti con raffiche di burrasca su Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania e Sicilia, in estensione ad Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con possibili mareggiate.

Dalle prime ore di domani, inoltre, sono attese piogge e temporali anche molto intensi, accompagnati da fulmini e forti raffiche di vento su Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Si prevedono anche nevicate oltre i 500-600 metri sull’arco alpino e prealpino, sulla provincia autonoma di Trento, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le strutture locali di protezione civile.

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ALLERTA NEVE IN EMILIA - Piacenza si è svegliata imbiancata dalla neve, con strade difficilmente praticabili in città e provincia: la precipitazione, cominciata ieri sera, si è fatta intensa durante la notte. Neve anche a Parma e soprattutto in Appennino. La Protezione civile dell’Emilia Romagna ha diffuso ieri un’allerta, valida fino a mezzogiorno di domani. La neve ha raggiunto i 50 centimetri nelle zone di montagna, i 35 centimetri a Bettola e Pianello e i 20-25 centimetri in pianura.
La società Autostrade per l’Italia segnala neve nel Piacentino e nevischio tra Fiorenzuola e Campegine (Reggio Emilia); è stata disposta la regolazione del traffico tra Milano sud e Parma in entrambe le direzioni e, verso nord, tra il bivio A1-A22 Modena-Brennero e Reggio Emilia. Neve anche sulla A15 Parma-La Spezia, tra Parma Ovest e Pontremoli.
VALTELLINA E VALCHIAVENNA - In Valtellina e Valchiavenna dalla serata di ieri nevica con forte intensità, anche sul fondovalle. Le strade, segnala la Polstrada del Comando provinciale di Sondrio, sono parzialmente coperte di neve e la zona più critica si registra nelle zone di Morbegno e del capoluogo valtellinese. Nell’area di Bormio le precipitazioni nevose sono invece di minore intensità ma, secondo le previsioni, sono destinate ad aumentare.
I mezzi spazzaneve e spargisale dell’Anas sono entrati in funzione da poco e la Polstrada invita a mettersi in viaggio verso le zone di montagna soltanto se strettamente necessario, altrimenti di rimandare la partenza di alcune ore per consentire alle ditte incaricate di effettuare una migliore pulizia delle strare.
AD AOSTA 20 CENTIMETRI - Valle d’Aosta ancora sotto la neve con precipitazioni abbondanti soprattutto nella zona del Monte Bianco. A Courmayeur da sabato sera ne è caduta quasi un metro, mentre ad Aosta 20 centimetri. Meno intense le nevicate nella bassa Valle, dove ora sta piovendo.
Nessun disagio alla circolazione è segnalato sulle arterie principali della regione; solo qualche rallentamento in alcune strade regionali delle valli laterali. La perturbazione dovrebbe attenuarsi nella tarda mattinata di oggi per poi riprendere con qualche fiocco in alta montagna. Per domani è atteso il sole.

RISCHIO ACQUA ALTA A VENEZIA - Vento e pioggia fanno tornare il fenomeno dell’acqua alta a Venezia: il centro previsione maree del Comune per stamattina prevede codice giallo, con una punta di 80 centimetri, mentre per stanotte attorno all’una stima una marea di 110 centimetri, da codice arancione. La situazione dovrebbe rientrare nei giorni successivi.

ALLERTA METEO IN TOSCANA - Allerta meteo della protezione civile della Provincia di Firenze: a seguito delle abbondanti precipitazioni delle ultime ore (fino a 46mm nelle 12 ore a Barberino di Mugello) si sono registrati incrementi dei livelli idrometrici dei fiumi. In particolare è stato attivato il servizio di piena per il fiume Ombrone che alle 5 ha superato i 4m all’idrometro di Poggio a Caiano (attualmente 4.45). Sul fronte della viabilità, ancora chiuse la SP 79 Lucardese al km 3 in localita’ il Pino (Certaldo) e la SP 81 Cipollatico - S.Pancrazio al km 1 (Montespertoli).

DISAGI A CAPRI - Disagi a Capri (Napoli) a causa del maltempo. Una violentissima sciroccata, con forti raffiche di vento e mare agitato, si è abbattuta dalla scorsa notte sull’isola di Capri creando notevoli difficoltà alla navigazione. Dopo l’interruzione degli aliscafi e dei catamarani, stamattina si registra lo stop anche delle navi tra Capri e Napoli. Il traghetto ‘’Naiade’’, salpato da Capri alle 7.05 in direzione di Napoli, una volta giunto nello scalo partenopeo di Calata di Massa ha interrotto le successive corse annullando la partenza delle ore 9. Disagi per lavoratori pendolari e studenti. Sta garantendo le corse, seppur con partenze ritardate rispetto all’orario, la nave veloce ‘’Isola di Capri’’ lungo la rotta Capri-Sorrento. Rinforzati gli ormeggi nelle banchine.
PIOGGE FORTI IN LIGURIA - Piove in Liguria, nevica sulle alture, e la situazione nella regione è di allerta 1, soprattutto nello Spezzino. Scuole chiuse a Genova, disagi su tutta la rete stradale per alberi caduti e allagamenti. Sulla A6 Torino-Savona la polizia stradale ha disposto filtri dinamici ai caselli di Altare e Millesimo per i mezzi pesanti. Nevica sulla A7 Milano-Genova tra Serravalle Scrivia e Genova Bolzaneto.
Anche qui disposti filtri dinamici. Vento forte sulla A10 tra Genova e Savona.
VENTO FORTE A ROMA - A causa delle forti raffiche di vento, sono molti gli interventi effettuati dai vigili del fuoco nella Capitale per rami caduti, alberi e cartelloni pubblicitari pericolanti. Le zone più colpite, Eur, Piramide, Monte Mario, Ostia.
ETNA: SCOMPARSO ADOLESCENTE CINESE - Squadre del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e della Guardia di finanza sono alla ricerca, dall’alba, di un diciassettenne cinese scomparso sul versante sud dell’Etna. Ieri mattina il giovane, che vive con la famiglia a Catania, è stato visto sul pullmann che si ferma al rifugio Sapienza ma non è mai rientrato a casa. I congiunti hanno presentato una denuncia alla polizia. Le ricerche sono ostacolate dalle condizioni metereologiche con forti raffiche di vento, ma si è comunque alzato in volo anche un elicottero dei vigili del fuoco, con a bordo tecnici del Cnsas, per perlustrare la zona dall’alto.

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两会已近尾声。鉴于两会在中国的政治生活中越来越重要,以及人民群众对两会的期待越来越高,我们希望两会能开成高质量的议政会议。
今年两会有5000多名代表委员代表人民共商国是。相对往届两会,本次两会代表委员的代表性、广泛性和民主性有所提高,尤其是基层代表的比例提高,官员代表的比例下降,这是一个进步。但代表委员结构的优化只是开好两会的最基础一步,两会要成为一个高质量的议政会议,还要看代表委员能不能有效履职和议政。因为代表委员是两会的主角。
以人大代表为例,代表法规定,全国人大代表是最高国家权力机关组成人员,代表人民的利益和意志,依照宪法和法律赋予人大的各项职权,参加行使国家权力。具体来说,人大代表享有以下七项权利:一是出席人大会议,参加审议各项议案、报告和其他议题,发表意见;二是依法联名提出议案、质询案、罢免案等;三是提出对各方面工作的建议、批评和意见;四是参加人大的各项选举;五是参加人大的各项表决;六是获得依法执行代表职务所需的信息和各项保障;七是法律规定的其他权利。相应地,人大代表也应履行七项义务,其中与两会有关的义务有:按时出席人大会议,认真审议各项议案、报告和其他议题,发表意见,做好会议期间的各项工作;加强履职学习和调查研究,不断提高执行代表职务的能力;与原选区选民或者原选举单位和人民群众保持密切联系,听取和反映他们的意见和要求,努力为人民服务。
由此可见,要开好两会,做一名合格的两会代表委员,必须按时出席会议,这是基本要求。一个代表委员不能准时参会,后续需要其履行的职责就无法完成。但在近年的两会上,总有少部分代表委员非因急务请假缺席,引起公众不满,这在一些明星代表和委员中尤为明显。对此类代表委员,应视情给予警告或除名。
但要成为一名合格的代表委员,更要看其在两会上的表现。这里是否也有一些观察指标,如是否有角色意识,努力为人民群众包括自己所属群体代言;能就社会关注的公共话题和重大问题建言;在讨论中是否说真话、有辩论、履行监督职能等。
首先,代表委员必须有角色意识,认识到自己是在代表人民群众在两会这个议政平台讨论国是。这就要求,代表委员不能把它仅作为一种政治荣誉,而是要有代表人民群众当家作主的政治责任,即代表委员是人民群众的政治代理人。这是有效履职的前提。我们有一些代表委员以为当选了就大功告成,五年里不发一句言、不提交一个议案提案、不参加一次活动,只在两会期间举举手、划划圈。这样的代表委员显然不合格。从这次两会看,一些代表委员在面对记者采访时,坦言自己是来学习的,没准备提案议案,也不准备发言,这个态度就不对,缺乏基本的角色意识。
其次,代表委员需要就社会关注的公共话题和重大问题积极建言献策。看一个代表委员称职与否,能否为人民群众代言,这是硬指标。作为代言人,代表委员固然应该为选举自己的选民和群体所关注、关心的问题积极代言,反映其诉求,这样才合乎角色要求。但仅此是不够的。中国的代表委员毕竟不同于西方的议员,而且是在全国的两会上,因此,他们还必须站在全社会的角度,就社会普遍关注的问题或关乎社会长远发展的事情,建言献策。从历年两会看,我们有一些“炮手”代表和委员,在这方面做得很好,提出了一些质量很高的议案提案,但也不乏少数“雷言雷语”的代表委员。“雷语”的背后,要么是其没有扎实调研,要么就是其只考虑了本部门利益。另外,虽然代表委员建言的积极性比过去大为提高,但多数质量有待提高。尤其是一些针对政府工作的建议,或许由于不了解政府工作的进度,或缺乏相关经验,可行性不高。
第三,代表委员应该在两会上大胆评议政府工作,加强对“一府两院”履职情况的监督。代表委员一项重要的职责就是监督,反映问题,提出建议、批评和意见,所以一定要会说、敢说、善说。说有价值的话,把群众想说而没有机会说的话说出来,敢于指出政府做的不好的地方。我们有些代表委员怕这怕那,心存顾虑,不敢讲真话,这是完全没有必要的。代表法和政协章程都有规定,代表委员在各种会议上的发言和表决,不受法律追究。为人民群众代言,就应勇于表达,大胆批评。这次两会,一些代表委员就某些问题互相叫板,很好,问题愈辩愈明,两会就要有辩论气氛。但更多要对“一府两院”工作,对国家机关行使权力的方式进行批评和监督。
总的来说,本次两会代表委员的表现有可圈可点的地方,但在履职和如何做好代言人身份上,还要改进。确实,要做一个合格的两会代表委员不容易,关键是按照代表法和政协章程的要求,时刻把握自己是人民群众利益的代言人这点。

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