Grecia, le banche tedesche chiedono garanzie
23 Giugno 2011 di blogsofnote.it
Wolfgang Schaeuble ci provava da settimane, anche se con scarso successo. Banche e grandi compagnie assicurative, secondo il ministro delle finanze tedesco, dovrebbero dare un contributo finanziario su base volontaria per salvare la Grecia dalla bancarotta.
La risposta del settore bancario è arrivata lunedì sera dopo che in Lussemburgo si era chiuso il vertice dei ministri finanziari dell’Eurozona accogliendo in parte la richiesta di Schaeuble. Le banche parteciperanno, probabilmente, al salvataggio di Atene, ma non senza contropartite ha fatto sapere il Bundesverband deutscher Banker, l’associazione bancaria tedesca.
L’amministratore delegato della BdB, Michael Kemmer, reclama „incentivi economici“ affinché le banche acquistino titoli di stato greci. In particolare, il settore bancario richiede alla politica una „certa sicurezza“ e precisamente rendite più alte e garanzie dei paesi dell’Eurozona sulla solvibilità dei titoli ellenici. „Se ci sono le condizioni giuste, gli investitori privati sono certamente a disposizione“, ha aggiunto Kemmer (reuters online).
Le banche tedesche chiedono dunque garanzie per un ulteriore impegno in Grecia. Questo perché secondo dati della Bundesbank, la banca centrale tedesca, le banche della Repubblica Federale sono già impegnate per una cifra che si aggira attorno ai 20 miliardi di euro in titoli di credito greci.
Se alle banche tedesche si aggiungono i 15 miliardi di euro in titoli delle banche francesi e l’esposizione in credito privato di alcune banche d‘oltralpe, come la Emporiki (Gruppo Crédit Agricole) per 21,1 miliardi di euro e la Geniki (Société Générale Group) per 3,4 miliardi di euro, si capisce che si tratta di cifre ragguardevoli capaci di mettere in ginocchio una banca nell’ipotesi in cui la Grecia non fosse più in grado di pagare i debiti. Ma anche di mettere in pericolo il settore finanziario e bancario di un paese e forse del mondo intero. Ecco perché Parigi era inizialmente scettica ad una partecipazione del settore bancario al salvataggio della Grecia: nei bilanci delle sue banche si trova una parte considerevole del debito gerco. Lo spettro della banca d’investimento Lehman Brothers, fallita nel 2008, mette ancora molta paura.
Nonostante le richieste di garanzie del settore bancario e assicurativo, nessuno, nemmeno i ministri delle finanze riuniti in Lussemburgo, sono stati per ora in grado di dire come dovrebbe funzionare concretamente la loro „partecipazione volontaria“ al salvataggio della Grecia.
Ma sarebbe più corretto dire che i ministri delle finanze dell’Eurozona non hanno le idee chiare su come salvare l’euro e la stessa Unione Europea, tali e tanti sono gli egoismi e i piccoli interessi di bottega di ogni paese membro mascherati da interessi nazionali. (rassegna.it)
