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I fatti parlano

Raggiunto il lago sotto i ghiacci dell’Antartide

Scritto da blogsofnote.it il 10 Febbraio 2012

Per la prima volta nella storia, l’uomo è riuscito a raggiungere un lago sepolto da circa 25 milioni di anni sotto la calotta glaciale dell’Antartide. L’Istituto russo di ricerca sull’Artide e l’Antartide ha confermato la notizia già anticipata dall’agenzia RIA Novosti: alle 20.25 di domenica scorsa (ora di Mosca) il team di ricerca russo che da oltre 15 anni sta trivellando i ghiacci ha rotto l’ultima barriera arrivando fino alla superficie del lago Vostok, uno dei più grandi laghi di acqua dolce del pianeta, a 3.766 metri di profondità sotto la calotta glaciale.

Con i suoi 250 chilometri di lunghezza e 50 di larghezza massima, il Vostok è il più grande dei circa 145 laghi subglaciali finora scoperti sotto i ghiacci antartici. Dopo aver confermato la sua presenza grazie al radar, gli scienziati russi cominciarono a trivellare per raggiungerlo già alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

“Quello dei miei colleghi russi”, commenta John Priscu, ecologo della Montana State University, “è un grande successo dal punto di vista ingegneristico, perché prova che siamo in grado di raccogliere campioni da un ambiente che si trova sotto quasi 4.000 metri di ghiaccio.

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Sguardo su un altro mondo
L’acqua del lago, potrebbe fornire informazioni fondamentali sui cambiamenti climatici occorsi negli ultimi 25 milioni di anni, e persino svelare forme di vita finora sconosciute. Proprio Priscu, ad esempio, già da anni ha trovato tracce della possibile presenza nei laghi subglaciali di microrganismi in grado di sopravvivere anche in ambienti non raggiunti dalla luce solare, traendo energia dai minerali. “Spero che si possa confermare inequivocabilmente che nel lago esistono forme di vita”, dice oggi lo scienziato. “L’ipotesi è stata molto dibattuta in passato e può essere risolta solo con un’effettiva analisi dei campioni. Se potremo confermarla, il nostro modo di vedere l’Antartide sarà rivoluzionato”.
Tecnologia pulita
Man mano che si avvicinavano all’obiettivo, gli scienziati russi hanno preso tutte le precauzioni per non contaminare l’acqua del lago. Per scavare gli ultimi metri è stata usata una trivella ad acqua calda, in modo che nessun materiale esterno finisse nell’acqua del lago, preservandola intatta così come è stata per milioni di anni.
Gara antartica
La scoperta dei laghi subglaciali ha innescato una “gara” tra le équipe scientifiche di vari paesi, per alcuni versi simile alla corsa al Polo Sud di un secolo fa. Scienziati britannici, ad esempio, prevedono di trivellare i ghiacci verso il lago Ellsworth nella stagione estiva 2012-2013; un team di ricerca americano ha un programma simile per un altro lago.

E non solo: eventuali microrganismi viventi nei laghi subglaciali potrebbero rivelarsi utili per capire se e come altre forme di vita possano esistere in paesaggi simili anche su pianeti o satelliti lontani dalla Terra.

Con ogni probabilità, la vera e propria raccolta dei campioni inizierà solo l’anno prossimo, con il ritorno dell’estate antartica (da novembre a febbraio). Solo allora gli scienziati russi potranno prelevare l’acqua del lago risalita nel pozzo di trivellazione e analizzarla, facendo attenzione a non contaminarla durante il trasporto fino alla superficie.

Martin Siegert, capo dell’équipe britannica, ha dichiarato: “Non vediamo l’ora lavorare con gli scienziati russi, e in particolare di confrontare i campioni del lago Vostok con quelli dell’Ensworth, così da approfondire la comprensione della biodiversità e delle condizioni ambientali sotto la calotta glaciale dell’Antartide”.

“È un gran momento per gli scienziati che si occupano delle regioni polari”, conclude Priscu.

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