Siccità al Nord: la situazione in Veneto
15 Marzo 2012 di blogsofnote.it
LA SICCITA’ AL NORD CHE STIAMO VIVENDO ORMAI DA MOLTI MESI FA TEMERE IL PEGGIO PER IL FUTURO. Ci eravamo forse troppo ben abituati a delle annate con abbondanza di neve ed acqua, come è accaduto quasi ininterrottamente dal 2008 fin verso la fine del 2010…ma il rischio siccità già lo temevamo negli anni 2005, 2006, durante l’Inverno 2007 ma ancora di più nella famigerata Estate del 2003, quando ad una carenza di neve durante il periodo invernale seguì una primavera ed un’estate con piogge quasi inesistenti e temperature bollenti, rimaste negli annali tra i record del caldo. Nord e Toscana ora sono le zone più colpite dal fenomeno della siccità, vediamo qual’è la situazione attuale in particolare sul Veneto.
LA SITUAZIONE IDROLOGICA PER QUESTO INIZIO 2012 E’ QUANTO MAI CRITICA: considerando l’anno idrologico (che inizia il 1° Ottobre) l’analisi dei dati aggiornati fino alla fine di Febbraio 2012 evidenzia un marcato deficit pluviometrico in tutti i bacini idrografici del Veneto, in particolare (rispetto alla media, calcolata dal 1994): Lemene -49%, Piave -35% e Brenta Bacchiglione -30% (media -34% per tutto il territorio regionale). Come dire che mediamente in Veneto mancano all’appello poco meno di 150mm essendo mancate, prima di tutto, le grandi piogge autunnali e, fino a questo momento, anche i consistenti apporti nevosi tipici della stagione invernale. Le piogge o la neve che a tratti sono cadute nel corso dell’inverno, hanno apportato senz’altro un beneficio locale e temporaneo, senza però modificare sostanzialmente la situazione generale.
Secondo il Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio, tramite il Servizio Idrologico Regionale (SIR), emergono le seguenti criticità:
1 - I livelli delle falde registrano, ad esclusione dell’alta pianura di Verona, valori inferiori alla media del periodo.
2 - I principali laghi artificiali del Piave e del Brenta (serbatoi ad uso idroelettrico) sono, come di norma in questo periodo, relativamente vuoti in attesa di un successivo riempimento che è consentito con il disgelo del manto nevoso nella tarda primavera, ma che, proseguendo così la stagione, si preannuncia a rischio.
3 - La quantità di neve caduta da inizio Ottobre è parecchio inferiore alla media storica
(3bmeteo)
