Terremoto Emilia Romagna: fenomeni di frattura, liquefazione e ”Sand blows”
28 Maggio 2012 di blogsofnote.it
La scossa sismica di magnitudo 5.9 registrata il 20 maggio tra le province di Modena, Ferrara, Rovigo e Mantova, oltre ad aver causato un sollevamento della superficie anche di 15 cm ha generato una serie di altri fattori visibili anche in superficie. Proprio quest’ultimi sono stati studiati dal gruppo Emergeo dell’INVG, in particolar modo tra gli abitati di Mirandola, Camposanto, Bondeno e Sant’Agostino.
Gli effetti geologici cosismici rilevati sono riconducibili a tre tipologie principali:
- Liquefazioni per sovrappressione di falde idriche ospitate da corpi sabbiosi del sottosuolo
- Fratturazione estensionale con prevalente separazione orizzontale
- Liquefazioni associate a fratturazioni
Secondo il rapporto steso dai ricercatosi si sono osservati i seguenti effetti:
- I fenomeni di liquefazione sono molto diffusi nei dintorni di San Felice sul Panaro, San Carlo di Sant’Agostino e Bondeno. Coinvolgono principalmente sabbie fini grigiastre e in alcuni casi possono riconoscersi venute di sabbie giallastre. Nella gran parte dei casi si possono osservare numerosi condotti allineati e le sabbie fuoriuscite sono organizzate in vulcanetti coalescenti. Pozzi per l’emungimento di acqua per irrigazione (10-15 m) sono serviti da condotto e sono stati riempiti di sabbia, che in alcuni casi è fuoriuscita. Nei centri abitati le liquefazioni sono spesso legate alla presenza di manufatti che probabilmente hanno funzionato come vie di fuga preferenziali. In alcuni casi sporadici, associati alle liquefazioni, sono stati osservati rigonfiamenti e sprofondamenti del terreno.
- Fratture beanti o con piccoli rigetti verticali non sistematici, con un en-echelon apparente, sono presenti soprattutto nel settore orientale, e possono essere seguite per alcune centinaia di metri. Localmente si osservano piccole fuoriuscite di sabbia. Una trincea aperta attraverso una di queste fratture per la riparazione di una condotta ha mostrato la presenza di sabbia risalita lungo la frattura stessa ma che non aveva raggiunto la superficie.
- Le fratturazioni con associata liquefazione sono anch’esse più diffuse nel settore orientale, nella zona tra Bondeno, Mirabello e San Carlo. Consistono in fratture lunghe anche decine di metri, spesso in en-echelon apparente, da cui è fuoriuscita una ingente quantità di sabbia fine grigia
In corrispondenza di alcune liquefazioni e fratture si è verificata anche la rottura di condotte idriche. Un primo confronto tra le caratteristiche geomorfologiche dell’area e la localizzazione degli effetti osservati mostra una correlazione con la presenza di paleoalvei dei fiumi Secchia, Panaro e Reno. I principali sistemi di fratturazione sembrano essere in correlazione con le zone di argine, in particolare quello del canale Cavo Napoleonico.
