Benzina, il prezzo non scenderà più; e per Bp non è colpa dei produttori
18 Agosto 2012 di blogsofnote.it
Cari utenti, rientrati dalle ferie? riposati? divertiti? rilassati? Se la risposta è positiva a tute e tre le domande, beh.. sono contento per voi.. perchè purtroppo il rientro sarà molto duro…
Avete dato un occhio mentre rientravate in auto, al prezzo del carburante? forse vi siete pure scontrati con cifre assurde da pagare…
É già….. attenti, consumatori e automobilisti europei, preparatevi al peggio: il caro-benzina si annuncia come tendenza duratura, non solo come bolla estiva. Perché il prezzo del greggio continua ad aumentare. Lo dice il responsabile per l’Europa della BP (British petroleum, la maggiore azienda petrolifera del Vecchio continente), Michael Schmidt, in un’intervista concessa ai giornali regionali del gruppo WAZ. Non è colpa di noi produttori di carburante, si difende ovviamente Schmidt, l’aumento dei prezzi è causato dal caro-greggio e dai grossolani errori delle autorità pubbliche preposte al controllo del mercato.
In particolare, il governo tedesco aveva deciso a maggio la creazione di un’autorità per il controllo dei prezzi dei carburanti. Tutti i circa 14.700 distributori di benzina in Germania dovranno comunicare alla nuova istituzione quando e di quanto ritoccano i prezzi. E’un’inutile burocrazia, non servirà a calmierare o ribassare i prezzi, avverte Schmidt. E aggiunge: al momento non intravedo significativi trend al ribasso dei prezzi. Non si tratta di aumenti che noi pratichiamo per l’ondata dell’esodo delle vacanze estive, il problema sono i continui aumenti del prezzo del greggio.
La Germania, avendo il più grosso parco-auto private di tutta l’Unione europea, influenza ovviamente l’andamento dei prezzi della benzina. Attualmente i prezzi della super si aggirano tra 1,63 e 1,60 euro al litro, e quelli del gasolio tra 1,40 e 1,50. Anche a Berlino comunque il periodo estivo con l’aumento della domanda ha spinto in alto i prezzi al distributore. Il Kartellamt, cioè l’autorità tedesca antitrust e di protezione della libera concorrenza, ha lanciato severe accuse ai grandi produttori: sono appena in cinque le marche che si sono divise il mercato tedesco, e hanno deciso secondo il Kartellamt di accordarsi sui prezzi e di evitare di farsi concorrenza con una guerra dei ribassi. Chi ne fa le spese è ovviamente il consumatore, l’automobilista.
Cari amici.. che ne dite se torniamo alle care e vecchie biciclette?
