Caro bollette? Tutta colpa del costo delle materie prime
18 Agosto 2012 di blogsofnote.it
Le bollette costano più di dieci anni fa. Il costo della vita è salito del 24% e conseguentemente le bollette dell’acqua sono cresciute del 69,8%, quelle del gas del 56,7%, quelle della raccolta rifiuti del 54,5%, i biglietti ferroviari del 49,8%, i pedaggi autostradali del 47,5%, l’energia elettrica del 38,2% e i servizi postali del 28,7%. Solo la telefonia ha subito un decremento del prezzo, ossia -7,7%.
E’ questo è emerso da un’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha analizzato l’andamento dei prezzi delle tariffe pubbliche nel periodo 2002/2012. Dal 2003, anno di apertura del mercato del gas, al 2011, il prezzo medio delle bollette è aumentato del 33,5%, mentre l’inflazione è cresciuta del 17,5%. Un dato che fa riflettere sul fattore liberalizzazioni: anche per l’energia elettrica la variazione delle tariffe, avvenuta tra il 2007 ed il 2011, è stata sempre positiva (+1,8%). Stessa cosa per i biglietti dei trasporti ferroviari che, dal 2000 al 2011, sono aumentati del 53,2%, contro un aumento del costo della vita pari al 27,1%.
Ma questo aumento delle bollette è collegato con l’entrata dell’euro? “A nostro avviso l’introduzione dell’euro centra relativamente poco” sostiene il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi, “Questa impennata dei prezzi, almeno per alcune delle voci analizzate, va ricondotta al costo sempre più crescente registrato dalle materie prime, in particolar modo dal gas e dal petrolio, dall’incidenza delle tasse e dei cosiddetti oneri impropri, che gonfiano enormemente le nostre bollette, e ai modestissimi risultati ottenuti con le liberalizzazioni. Per le bollette dell’acqua potabile e’ vero che la variazione percentuale e’ stata la più consistente, ma va anche sottolineato che gli importi medi pagati da ciascuna famiglia italiana sono ancora adesso tra i più bassi d’Europa.”
Le cause dell’aumento considerevole delle bollette sono riconducibili anche all’inflazione delle materie prime. I Paesi del G20 stanno valutando una proposta per fronteggiare la crisi dei prezzi delle materie prime alimentari, saliti da giugno fra il 30% e il 50%. Per il gas e il petrolio le cose vanno ancora peggio:il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha individuato nell’energia la molla per far ripartire la crescita in autunno. Oltre ad aumentare la disponibilità delle materie prime energetiche e alla stabilizzazione del costo, il governo punta a trasferire i vantaggi alle imprese ed alle famiglie aumentando la concorrenza e quindi mantenendo una pressione sui prezzi.
