Allarme zanzare. C’è il virus del Nilo Il professore Ippolito: «Vanno svuotati i sottovasi, usati repellenti e barriere»
21 Agosto 2012 di blogsofnote.it
Un nemico invisibile diffuso dalle zanzare. E a Roma col caldo di questi giorni, l’anticiclone Lucifero può metterci lo zampino. A parlarne è il direttore scientifico Giuseppe Ippolito dell’istituto per le malattie infettive «Lazzaro Spallanzani», al Portuense, fiore all’occhiello noto in tutto il mondo. La spia rossa non si è accesa da oggi. «Da oltre 10 anni - spiega l’esperto - il virus ha fatto la sua apparizione in Italia e da cinque consecutivi dà forti segnali di presenza nel Veneto e in Sardegna. In testa c’è l’Emilia Romagna, con un’incidenza dello 0,55% ogni 100 mila abitanti». Ma adesso più di prima bisogna adottare precauzioni che talvolta sfuggono al controllo. «In questi giorni - continua il professore - è stata fatta una stima. A Ravenna ci sono sono fino a 150 zanzare per abitante. È importante proteggersi da questo insetto. Spesso non ci rende conto delle complicazioni alle quali si va incontro. Bisogna usare repellenti, mettere zanzariere alle finestre, svuotare contenitori di acqua stagnante». Gli effetti del virus sono roba seria. «Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile - spiega Ippolito - Nella maggior parte dei casi (80%) il contatto con il virus è asintomatico, in un 20% si registrano sintomi (febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei) simil-influenzali che possono protrarsi anche per qualche settimana. Solo in una percentuale inferiore all’1% possono verificarsi conseguenze gravi nell’uomo: encefalite, meningite, paralisi». Il ronzio può degenerare in epidemia in un batter d’ali. Un esempio? A metà agosto è stato dichiarato lo stato di emergenza in città statunitensi come Dallas e New York. Tra i tanti microscopici incubi monitorati dallo Spallanzani, è alta l’attenzione sul virus Ebola. «Ora si è diffuso anche nell’ex Congo belga - precisa il professore - ma è presente in Uganda e Sudan.
Il contagio avviene entrando in contatto con liquidi biologici contenenti sangue. Causa febbre emorragica. Chi va in ferie da quelle parti e torna a Roma è sottoposto a controlli. Siamo molto attenti». Zanzare a parte, a sentire il direttore scientifico è la malaria la malattia più frequenti tra gli amanti delle vacanze nel continente nero. «Perché si prende?È semplice - risponde Ippolito - non si vaccina». Lo Spallanzani coordinato dal direttore generale Vitaliano De Salazar è un punto di riferimento. Non solo in Italia ma anche per l’estero. Si trova pure in Tanzania. «Trattiamo patologie infettive quali epatiti virali, infezione da Hiv (Aids), respiratorie, del tratto digerente e del sistema nervoso centrale - sottolinea Ippolito - Sono anche enormemente aumentate le infezioni da germi resistenti a molte terapie antibiotiche, inclusa la tubercolosi farmaco resistente, e le infezioni ospedaliere. Inoltre - prosegue - ha sede l’Istituto polo interaziendale trapianti (fegato, rene e pancreas, con annesse sale operatorie e banca criogenica)». Ogni anno assistite circa 3.500 pazienti, quasi seimila in day hospital. Sedicimila le visite ambulatoriali.
